SPECIFICHE TECNICHE

 

Alcune informazioni sul P.T.F.E.

Il P.T.F.E. è un materiale con una struttura a macro-catene ingarbugliate tra loro.Ogni anello di queste catene è un monomero con formula chimica –[CF2-CF2]-. Il P.T.F.E. è un materiale che risulta esser polimorfo (cioè la struttura è in parte cristallina ed in parte amorfa) già ad una temperatura compresa tra i 23°C ed i 25°C; la percentuale di struttura amorfa è strettamente legata alle caratteristiche termiche e meccaniche del materiale ed è per questo che essendo molto variabile questa percentuale si avranno P.T.F.E. molto diversi tra loro. A quanto detto fino ad ora si deve aggiungere poi il fatto che la struttura cristallina può essere cubica o a parallelepipedi a base esagonale e anche questo fattore influisce sulle caratteristiche del P.T.F.E. Tutto quello detto fino ad ora ci mostra come il P.T.F.E. sia un materiale molto particolare e che per conoscerlo a fondo (cioè eseguire una sua caratterizzazione) la strada da seguire è tutt’altro che semplice. Dal punto di vista calorimetrico un buon P.T.F.E. ha un punto di prima fusione attorno ai 340°C ed un punto di secondo fusione uguale o maggiore a 327°C. Dal punto di vista meccanico ricordiamo che un buon P.T.F.E. ha un andamento lineare non troppo marcato (corrispondente al 10%-20% dell’allungamento) ed una allungamento a rottura compreso tra il 300% e il 400%. Il P.T.F.E. REPRO è ottenuto utilizzando polvere di P.T.F.E. già sinterizzato e può essere di 1° qualità o di 2° qualità (se il P.T.F.E. di partenza era già stato sinterizzato due volte). Il P.T.F.E. REPRO è chimicamente identico al VERGINE e anche dal punto di vista delle caratteristiche calorimetriche e meccaniche la differenza può non essere marcata, quello che distingue i due materiali è l’incostanza del REPRO per cui lo stesso processo produttivo può dar luogo a REPRO completamente diversi tra loro.


La caratterizzazione del P.T.F.E.

Per caratterizzazione del P.T.F.E. si intende un’analisi delle seguenti caratteristiche del materiale:

 

  • - meccaniche (attraverso prove meccaniche di allungamento/rottura) [questo metodo è utilizzato dal Gruppo Bonomi per il controllo qualitativo del materiale]
  • - chimico-strutturali (con prove di peso specifico, FT-IR e X-RAY)
  • - Termo-fisiche (per mezzo di prove DSC)



Funzione delle cariche nel P.T.F.E.
 
 

Il P.T.F.E. è un materiale che può esser addizionato con diverse cariche per modificarne alcune caratteristiche.


Fibre di vetro

Il P.T.F.E. viene caricato con fibre di vetro in percentuali in peso variabili tra il 5% ed il 40%. Il vetro migliora le caratteristiche di usura e, in misura minore, quelle di deformazione sotto carico; restano invariate invece le caratteristiche elettriche e chimiche. Il vetro possiede scarsa resistenza chimica agli alcali e può esser attaccato dall'acido fluoridrico. Con cariche di vetro aumenta leggermente il coefficiente di attrito, per questa ragione viene talvolta aggiunta della grafite che ne compensi gli effetti.


Carbone

Il P.T.F.E. viene caricato con carbone in percentuali in peso variabili tra il 10% ed il 35% unitamente a piccole percentuali di grafite. Il carbone migliora notevolmente le caratteristiche di usura e quelle di deformazione sotto carico, aumenta la conducibilità termica e modifica sostanzialmente le caratteristiche elettriche; restano invariate invece le caratteristiche di resistenza chimica.


Bronzo

Il P.T.F.E. viene caricato con bronzo in percentuali in peso variabili tra il 40% ed il 60%. Il P.T.F.E. caricato bronzo possiede le migliori caratteristiche di usura e notevoli caratteristiche di deformazione sotto carico, hanno una buona conducibilità termica mentre possiedono scarse caratteristiche elettriche e di resistenza agli agenti chimici.


Grafite

Il P.T.F.E. viene caricato con carbone in percentuali variabili tra il 5% ed il 15%. La grafite riduce il coefficiente di attrito (per questo motivo la troviamo in piccole quantità addizionata con altre cariche), migliora le caratteristiche di deformazione sotto carico e, in misura minore, le caratteristiche di usura..


Altre cariche

Il solfuro di molibdeno diminuisce il coefficiente di attrito. Alcune polveri metalliche (acciaio inox, nichel, titanio) vengono addizionate per aumentare la resistenza chimica a discapito della resistenza all'usura. Gli ossidi metallici, aggiunti ad altre cariche, conferiscono migliori caratteristiche di usura.